Che cos'è un deposito costiero?

Si definisce deposito l’insieme delle attrezzature e degli impianti (principalmente serbatoi, tubazioni e pompe) che servono per ricevere, stoccare e riconsegnare prodotti liquidi.

La caratteristica dei depositi costieri è quella di essere collegati al mare, nelle adiacenze di porti, mediante tubazioni in modo tale da poter movimentare i prodotti via nave. In tal senso risultano di importanza strategica per il sistema economico nazionale. Presso i depositi non sono effettuate attività di produzione e i prodotti sono semplicemente conservati nei serbatoi.

Esistono diversi tipi di depositi costieri. Noi siamo un deposito costiero per prodotti chimici e petrolchimici sfusi.

Quante persone sono coinvolte in questa attività?

40  dipendenti diretti e 30 indiretti lavorano tutti i giorni presso il nostro stabilimento. Si tratta di personale specializzato assunto con contratto a tempo indeterminato e in formazione continua sulle tematiche di salute, sicurezza e ambiente.

Prendendo in considerazione anche i professionisti doganali, tecnici ed i trasportatori che collaborano stabilmente presso di noi il numero di persone coinvolte tutti i giorni nella nostra attività è intorno alle 70 unità.

Che cosa producete?

Nulla! Svolgiamo solo l’attività di deposito e di commercializzazione di prodotti chimici e petrolchimici.

Che tipo di prodotti vengono stoccati nel deposito? A che cosa servono?

Stocchiamo prevalentemente prodotti liquidi che trovano impiego nell’industria farmaceutica, agrotecnica, della plastica, delle vernici, dei diluenti, delle colle e di altri settori produttivi. Da fine 2010 siamo anche autorizzati allo stoccaggio di oli minerali tra cui biodiesel di origine vegetale e oli lubrificanti.

Cos'è il punto di infiammabilità?

Il punto di infiammabilità (flash point) di un prodotto liquido è la temperatura minima (alla pressione di 1 atm) alla quale una sostanza produce vapori in quantità sufficiente a formare con l’ossigeno dell’aria una miscela infiammabile.

I liquidi infiammabili si classificano ai fini della sicurezza secondo il D.M. 31/07/1934 proprio in base alla loro temperatura di infiammabilità in:

  • Categoria A (Ti < 21 °C): benzina, esano, alcool metilico ecc; sono i prodotti più pericolosi in quanto emettono vapori infiammabili a temperatura ambiente e devono essere quindi tenuti lontani da possibili inneschi.
  • Categoria B (21 °C = Ti = 65 °C): es. Xileni, Cicloesanone.
  • Categoria C (Ti > 65 °C): es. alchilati, solvente nafta.
Che tipo di controlli vengono effettuati e da chi?

I controlli che vengono effettuati presso il nostro sono continui e di vario tipo: sia interni, sia da parte di terzi, sia sugli impianti sia sul comportamento delle persone che vi operano.

In particolare siamo soggetti alla verifica continua:

  • dei Vigili del Fuoco, che certificano il rispetto della normativa prevenzione incendi, ossia la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio, attestata dal Certificato Prevenzione Incendi (11/2017);
  • dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’ambiente ligure (ARPAL), che verifica il rispetto delle norme per gli scarichi idrici, le emissioni, il rumore attestati dall’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) rilasciata dalla Città Metropolitana di Genova nel dicembre 2015;
  • della Commissione Locale di Collaudo ex art. 48 Regolamento del Codice della Navigazione per l’idoneità all’esercizio attestata nel dicembre 2017;
  • della Commissione ministeriale per il controllo del Sistema di Gestione della Sicurezza (Decreto Legislativo 105/15), che verifica l’adeguatezza da parte del gestore e dei relativi sistemi tecnici, organizzativi e di gestione, con particolare riferimento alle misure e ai mezzi previsti per la prevenzione degli incidenti rilevanti e per la limitazione delle loro conseguenze;
  • dell’Agenzia delle Dogane, che verifica le giacenze fisico contabili dei prodotti e la corretta applicazione della licenza di esercizio.

Inoltre vengono effettuati:

  • controlli interni, continui, da parte di tecnici specializzati nell’ambito delle attività di manutenzione degli impianti;
  • controlli da parte di fornitori quali ad esempio Ferrovie dello Stato e Istituti di Certificazione;
  • controlli da parte dei Clienti.
Che garanzie di sicurezza ho come cittadino relativamente ad emissioni in aria ed atmosfera?

Gestiamo le emissioni in atmosfera in ottemperanza all’Autorizzazione Unica Ambientale emessa dalla Città Metropolitana di Genova.

Tale Autorizzazione prevede che le emissioni prodotte siano convogliate ad un impianto di abbattimento di ultima generazione e che l’efficienza di tale impianto sia monitorata continuamente.

I risultati derivati dai vari controlli sono sottoposti agli Enti competenti (Città metropolitana di Genova e ARPAL).

Quali sono le misure di sicurezza che adottate per prevenire il rischio di incidente?

Le principali misure che adottiamo per la prevenzione degli incidenti sono:

Precauzioni impiantistiche

A livello preventivo le misure principali adottate sono:

  • Polmonazione con azoto dei serbatoi contenenti le sostanze con temperatura d’infiammabilità più bassa ed allarme in zona presidiata al rilevamento di una percentuale di ossigeno superiore al 4 % all’interno dei serbatoi.
  • Serbatoi interrati (o assimilabili ai fini dello scambio termico con l’ambiente) che permettono di mantenere le sostanze stoccate a temperature minori della temperatura ambiente nei mesi estivi.
  • I serbatoi di maggiore capacità sono realizzati in cemento armato rivestito internamente di acciaio al carbonio.
  • Bracci di carico autobotti dotati di doppio automatismo (alto ed altissimo livello) per l’arresto del riempimento.
  • Contalitri a blocco automatico del carico sulle ferrocisterne.
  • Valvole antistrappo sui tratti terminali dei bracci di carico ferrocisterne;
  • Dispositivo di blocco delle pompe in caso di presenza di liquido nella tubazione di recupero vapori delle ferrocisterne.
  • Sistema d’allarme d’alto ed altissimo livello nei serbatoi di stoccaggio per prevenire sovra riempimenti al momento del riempimento degli stessi.
  • Sistema di controllo in continuo del livello di prodotto presente in ciascun serbatoio tramite sonde radar che permettono di rilevare variazioni millimetriche.
  • Sistema di abbattimento delle emissioni di vapori provenienti dagli sfiati dei serbatoi o dai punti di carico dei mezzi mobili.
  • Sistemi di rivelazione della presenza di vapori infiammabili nei luoghi che presentano gradi di confinamento elevati. Tali sistemi di rivelazione azionano in automatico ventilatori d’estrazione di portate adeguate ed allarmi in zona presidiata.
  • Impianti elettrici realizzati in modo da prevenire sorgenti d’innesco (antideflagranti)
  • Adeguati impianti di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche.
  • Piani di collaudo e sostituzione periodica di tutti i componenti particolarmente soggetti ad usura (ad esempio bracci di carico autobotti e ferrocisterne e tubazioni flessibili nelle sale pompe).

Al fine di prevenire inquinamenti in caso di spandimenti accidentali di prodotti:

  • i bacini dei serbatoi sono di adeguata capacità ed i loro fondi sono realizzati in materiali impermeabili;
  • le sale pompe hanno fondo e pareti impermeabili;
  • i punti di travaso autobotti hanno pendenze tali da convogliare eventuali rilasci verso griglie di raccolta che, tramite sistemi di tubazioni, convogliano le sostanze verso vasche impermeabili di adeguata capacità.

Un sistema di pozzi permette inoltre il monitoraggio della presenza di eventuali inquinanti nel sottosuolo e la loro captazione.

Precauzioni operative

Le precauzioni operative sono rivolte essenzialmente ad evitare il verificarsi di cause di rilascio, incendi ed esplosioni e consistono, principalmente, in:

  • Verifiche e controlli periodici dello stato di conservazione di tutte le apparecchiature contenenti prodotti.
  • Verifiche periodiche di funzionamento dei sistemi di sicurezza (valvole di sfiato dei serbatoi, sistemi d’intercettazione, sistemi di arresto del riempimento dei mezzi mobili, sistema di polmonazione, impianti d’abbattimento, allarmi d’alto livello dei serbatoi, sistemi d’abbattimento dei vapori).
  • Adozione di procedure atte a minimizzare l’eventualità che errori operativi causino perdite di prodotto durante le operazioni di carico/scarico dei mezzi mobili. Particolare attenzione è dedicata ad impedire il movimento dell’autobotte prima che siano state completate tutte le fasi del travaso.
  • Adozione di procedure atte a prevenire il sovrariempimento dei serbatoi mediante la verifica periodica della funzionalità della strumentazione e degli allarmi, misure attente del livello durante le fasi d’approvvigionamento ed impiego di personale affidabile ed esperto che offra la garanzia di attenti controlli.
  • Adeguata programmazione dei lotti di prodotti in entrata in funzione delle capacità residue dei serbatoi.
  • Adozione di procedure scrupolose di bonifica delle apparecchiature finalizzate a prevenire la formazione d’atmosfera infiammabile all’interno di serbatoi e tubazioni in occasione della loro messa fuori esercizio per manutenzione e controlli.

Misure adottate per prevenire rischi dovuti ad errore umano

Sono adottate misure di natura organizzativa e procedurale atte a ridurre la probabilità che errori di conduzione degli impianti causino incidenti. Ciò è realizzato tramite l’adozione dei piani d’addestramento, di formazione ed informazione periodici riportati nel Sistema di Gestione Integrato.

Che probabilità e quali conseguenze avrebbe un incidente rilevante presso il deposito?

Dai calcoli effettuati in Rapporto di Sicurezza, vagliato ed approvato dal Comitato Tecnico Regionale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, gli effetti credibili di un eventuale, improbabile, incidente rilevante rimarrebbero nell'ambito dei confini dello stabilimento.

Esiste un Piano di Emergenza Esterna dell'area in caso di incidente? Come ne è informata la popolazione?

Sì, esiste un Piano di Emergenza Esterna redatto dalla Prefettura di Genova. In applicazione del Decreto Legislativo n. 334 del 17.8.1999, il Sindaco è tenuto ad informare la popolazione sui rischi di incidente rilevante connessi con determinate sostanze pericolose presenti presso stabilimenti siti sul territorio comunale.

Abitiamo vicino ai binari della ferrovia e dopo l'incidente di Viareggio siamo spaventati dal passaggio delle ferrocisterne. Potrebbe succedere qualcosa anche qui?

No, noi non movimentiamo né stocchiamo gas. L’eventualità di un incidente analogo a quello avvenuto a Viareggio potrebbe essere correlata al transito sulla linea Genova-Ventimiglia delle ferrocisterne contenenti GPL che nulla hanno a che fare con la nostra attività.

Carmagnani e Superba sono la stessa azienda?

No, la Attilio Carmagnani “AC” S.p.A. è un’azienda a conduzione familiare di proprietà delle famiglie discendenti dal fondatore, Carmagnani, Bonetti e Rossi, mentre Superba appartiene al Gruppo PIR, Petrolifera Italo Rumena di Bologna.

Che incidenza ha la movimentazione dei prodotti Carmagnani sul Porto Petroli?

Come riportato sul sito della Porto Petroli di Genova S.p.A., i prodotti chimici di Carmagnani e Superba costituiscono nel loro insieme appena il 2% del totale dei prodotti movimentati dal Porto Petroli.

Carmagnani e Superba sono un polo petrolchimico?

No. Normalmente con il termine “petrolchimico” ci si riferisce a grandi impianti di lavorazione industriale che insistono su immense aree e si occupano delle operazioni relative alla raffinazione del petrolio e suoi derivati.

Noi non svolgiamo alcun trattamento sui prodotti stoccati e la nostra attività è da inquadrarsi nel settore generale della logistica.

In cosa consiste il progetto di spostamento dei depositi costieri di Carmagnani e Superba?

Attilio Carmagnani “AC” S.p.A. e Superba s.r.l. (Gruppo PIR) – le due società che storicamente svolgono per lo scalo di Genova le attività di stoccaggio di prodotti chimici – confermano la volontà di spostarsi dal sito di Multedo di Pegli e ribadiscono che, al momento, l’unica ipotesi in considerazione per la delocalizzazione dei propri depositi costieri è l’area ENEL, sull’ex Ponte Idroscalo, nel Porto di Genova.

Il progetto di trasferimento nell’area ENEL – valutato, condiviso e approfondito con Comune di Genova, Autorità di Sistema Portuale e Autorità tecniche a partire dalla fine del 2013 – risulta al momento l’unico attuabile in tempi certi. L’area in questione è infatti ad oggi l’unica contemporaneamente compatibile e disponibile, oltre che già dotata di una infrastruttura ferroviaria per sviluppare il trasporto intermodale.

La realizzazione del nuovo deposito comporterà 40 milioni di euro di investimenti, interamente privati, e consentirà la salvaguardia dell’occupazione diretta e indiretta.